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Gongsun Xiaofeng

Una degli ultimi nove figli della famiglia Long, moglie di Long Wu, e la più grande guaritrice della casata Long.

Soul walks a lakeside dock village, gameplay HUD visible.

Una degli ultimi nove figli della famiglia Long, moglie di Long Wu, e la più grande guaritrice della casata Long.

Di carattere quieto e insieme ardente, non amava parlare con gli altri e preferiva perfezionare in silenzio la propria medicina.

Gongsun Xiaofeng, figlia legittima del grande segretario imperiale della Città Imperiale, grazie a un talento brillante e all’accesso ai contenuti del Tomo Celeste diventò a poco a poco la prima della medicina del suo tempo.

Sul piano medico Gongsun Xiaofeng unì il flusso del Sha ai metodi di cura registrati nel Tomo Celeste, e con intuizione creativa comprese una via capace, per mezzo del movimento del Sha, di uscire in fretta dallo stato di morte imminente e di raggiungere in poco tempo la pienezza delle forze: la chiamò «Benedizione dell’Anima di Fenice».

Il «Volume Rimasto del Tomo Celeste» è sconfinato ed enigmatico: studiato dai tempi antichi fino a oggi, non è ancora stato compreso fino in fondo, e anche coglierne solo una o due cose basta per avere un sapere mille volte superiore a quello degli altri.

Gongsun Xiaofeng veniva dalla famiglia dei grandi segretari della Città Imperiale, e per questo poté avervi accesso e studiarlo; unito al talento che aveva fin da piccola e alla vasta cultura, col tempo arrivò a imparare dal Tomo Celeste una medicina fuori dal comune: si dice che le sue capacità superassero i confini del senso comune, e che sapesse perfino curare i morti e far tornare carne le ossa, ma alla fine furono pochi ad avere l’occasione di vederlo con i propri occhi.

Le cose troppo eteree e luminose raramente durano a lungo nel mondo, e lei lo sapeva bene: per questo agiva sempre con discrezione, di rado mostrava le proprie capacità davanti agli altri, e si teneva solo a studiare a capo chino, finché non si trovò da sola in cima alla medicina, senza che nessuno potesse raggiungerla.

I forti camminano naturalmente con i forti.

Per consolidare ulteriormente la posizione della famiglia Long, la figlia del grande segretario Gongsun, Gongsun Xiaofeng, e il figlio più amato dal capo dei Long, Long Wu, si sposarono come era ovvio che fosse. Il matrimonio fra Gongsun Xiaofeng e Long Wu non era che un consueto legame politico fra grandi casate, ma proprio a questo si ridusse: i due non avevano alcuna base di sentimento, e quindi nemmeno la dolcezza propria degli amanti, eppure si rispettavano come ospiti e vivevano in armonia. Capitava che qualche servo scherzando dicesse che non sembravano marito e moglie, ma piuttosto due colleghi che lavorano insieme: niente fiori e luna, solo la speranza della strada davanti.

Sul futuro del Wulin e sullo sviluppo della casata Long le loro idee coincidevano in modo sorprendente: volevano che i Long, avendo una forza fuori dal comune, fossero anche prudenti e attenti, e non abusassero mai delle proprie capacità per piegare gli altri con la potenza. Dovevano diventare, con benevolenza e giustizia, il pilastro su cui la gente del Wulin si appoggia, e la radice della stima e della fiducia di tutti.

Una fiducia e un’intesa così, in verità, sono rare fra marito e moglie comuni.

Ma per realizzare quel disegno bisognava prima stare in testa ai Long e difendere la posizione di vetta della casata nel Wulin, e solo allora ci sarebbe stata la forza per attuarlo passo dopo passo. I due lo sapevano benissimo, e per questo fecero tutto il possibile: perfino il figlio che poi nacque venne messo al mondo per avere un sostegno in più nella lotta per la successione al ruolo di capo clan.

Con Gongsun Xiaofeng a tenere da sola in mano l’intera struttura medica della casata Long, e con l’arte della spada impareggiabile e il soffio di spada dorato che la linea diretta dei Long tramandava di generazione in generazione, le due cose si sostenevano a vicenda e reggevano la grande leggenda della famiglia Long, e ne conquistavano anche il cuore della gente. Allora tutti sapevano bene che Long Wu era ormai quasi l’unica scelta possibile come prossimo capo clan.

Ma la loro forza e il loro successo finirono per attirare l’invidia e l’ostilità degli altri fratelli e sorelle, e i disordini e la disgregazione interna della famiglia Long diedero all’«Organizzazione», in agguato in silenzio da tempo, l’occasione che aspettava.

Nel decimo anno dell’«Organizzazione» il capo clan della trentacinquesima generazione dei Long, Long Tairan, morì all’improvviso, e prima di morire non indicò un successore. Da lì i contrasti fra i nove figli dei Long si inasprirono. Per avere dalla sua la legittimità, Long Wu propose che il proprio ramo lasciasse la sede principale dei Long e si stabilisse per il momento nella sua villa, Xinglong Zhuang, e che lì indagasse più a fondo sulla verità della morte improvvisa del vecchio capo clan.

Nell’undicesimo anno dell’«Organizzazione» Gongsun Xiaofeng restò incinta, e i due furono naturalmente contenti di avere una pedina in più. Nello stesso tempo, però, considerando che la situazione si faceva tesa, cominciarono anche a cercare una via di ritorno, per ogni evenienza.

Nel dodicesimo anno dell’«Organizzazione» nacque il figlio di Long Wu: i due coniugi Long affidarono il bambino alla propria serva Mo Zhaoyun, e le confidarono il piano per far sopravvivere la discendenza dei Long.

In seguito Long Mingyu, che proteggeva sempre Long Wu, ricevette all’improvviso notizia che il Bastione dei Mo poteva avere indizi capaci di indicare la verità sulla morte improvvisa del vecchio capo clan, e si recò di propria iniziativa alle rovine della Fortezza a indagare.

Ma poco dopo la partenza di Long Mingyu, in una notte di pioggia, la seconda sorella di Long Wu, Long Yijue, andò a visitare Xinglong Zhuang portando con sé il quarto fratello di Long Wu, Long Lie, e il nono fratello, Long Xing. Quella notte i tre sguainarono le spade nella villa, e anche i sicari che avevano portato si gettarono all’assalto: contro i due coniugi Long ingaggiarono una feroce battaglia all’ultimo sangue.

Mentre il grande edificio crollava, lei gli restò sempre accanto, e combatté con lui fino alla fine, finché non rese l’anima.

Che cosa le stesse ancora a cuore, in fondo: quella medicina superba che nessuno avrebbe più potuto tramandare, o il grande desiderio che lei e Long Wu non erano riusciti a realizzare, o quel bambino ancora in fasce di cui nessuno sapeva il destino?

Nel lungo fiume degli anni, ormai nessuno lo sa più.

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